Da dove vengono gli Shimeji
Una piccola figura bianca che passeggia sul desktop di Windows, nata in Giappone nel 2009.
L’originale
Il primo Shimeji nasce nel 2009 grazie a Yuki Yamada, dello studio Group Finity. È un programma gratuito che dà vita a un piccolo personaggio sullo schermo: cammina sulla barra delle applicazioni, si arrampica lungo i bordi, si appende alle finestre e si moltiplica se lo lasci fare. Il nome viene dallo shimeji, un fungo giapponese di cui ha la forma.
Il programma è stato pubblicato con una licenza molto libera, che permette di modificarlo e ridistribuirlo purché si citi l’autore e si indichino le modifiche.
Shimeji-ee, la versione della community
In seguito una community ha ripreso il programma con il nome Shimeji-ee, per «Shimeji English Enhanced»: tradotto, migliorato e soprattutto capace di accogliere qualsiasi personaggio a partire da una serie di immagini. La versione curata da Kilkakon è oggi la più diffusa.
È questo che ha reso famosi gli Shimeji: artisti che disegnano i propri personaggi, spesso ispirati a serie o videogiochi, e li condividono. Uno Shimeji è una quarantina di immagini numerate: in piedi, mentre cammina, cade, è seduto, appeso a un muro…
Cosa aggiunge Shimeji Desktop Reloaded
Shimeji Desktop Reloaded mantiene il motore Shimeji-ee e i suoi personaggi, e cambia il momento in cui compaiono. Invece di restare sempre sullo schermo, arrivano quando ti allontani e se ne vanno quando torni, schermo per schermo. L’app aggiunge una finestra delle impostazioni in sette lingue, il rilevamento di video e giochi, l’adattamento al tuo desktop personalizzato e un programma di installazione che include tutto, Java compreso.
I personaggi inclusi vengono dallo Shimeji originale. Rose, Menthe, Ciel, Soleil e Lavande ne sono versioni ricolorate per Shimeji Desktop Reloaded.